Una Lettrice

Your awesome Tagline

0 note

Perchè Thomas Bernhard non ha mai ricevuto il premio Nobel?

Bernhard, se non fosse stato Bernhard, avrebbe potuto dire che lui e il nipote di Wittgenstein, il famoso filosofo, erano molto molto amici. Fratelli, quasi. Che come loro non si voleva bene nessuno. Che aveva assisitito l’amico fino alla fine dei suoi giorni. Avrebbe potuto raccontare che Paul era un genio incompreso e avrebbe potuto tacere sulle lunghe degenze dell’amico in ospedale psichiatrico e sulla sua lunga malattia. Avrebbe potuto raccontarci del nipote di Wittgenstein, il famoso filosofo come di un uomo dalle mille qualità. E invece. 


Berhard con la sua scrittura vorticosa, che si avvolge e si arrotola su se stessa, ci mostra Paul per quello che era: un essere umano con problemi psichici, colto e raffinato,a tratti patetico, sincero e molto solo. 
L’amico Paul chiede a Bernhard di scrivere il discorso per il suo funerale, ma Bernhard non c’è quando Paul muore. A dire la verità Bernhard non c’era nemmeno prima,e ce lo racconta, quando la malattia di Paul degenera e Paul non è più il brillante aristocratico viennese pieno di soldi e cultura, Paul è un poveraccio che vive in una stanza sola, sporca, male arredata e probabilmente fredda. 
La scrittura di Bernhard è vorticosa. Parte alla lontana Bernhard. Dice una cosa, poi la ridice e poi la ridice ancora rafforzandola fino a spogliare quel fatto da tutti i fronzoli della diplomazia. “Io non voglio ingentilire la realtà o abbellire le cose”, scrive. Il cerchio si stringe e rimangono i fatti, spogliati da ogni convenzione, a rappresentare la nuda realtà. “a nessuno piace assistere un malato”. “quando vedevo Paul per strada cercavo di evitarlo” “sono stato tante volte nel bar sotto casa di Paul ma non l’ho mai chiamato” “quando è morto io non c’ero”.Bernhard ti prende ti obbliga a fare i conti con quella parte degli esseri umani, di tutti gli esseri umani, che corrisponde molto poco all’immagine che abbiamo di noi stessi. Ci vediamo buoni, capaci di aiutare un amico in difficoltà, capaci di ricordarlo dopo la sua morte con parole di elogio. Capaci di non concedersi il gusto di fare del pettegolezzo (Una volta Paul è salito in taxi e ha detto solo “Parigi”).Bernhard ci dice che siamo anche egoisti, vili, meschini e pavidi. e io sono d’accordo con lui.Se morisse un vostro amico voi andreste sicuramente a rendere omaggio alla tomba, vero? Perchè siete buoni. E non potete dimenticarvi dell’amico. Io invece non lo so. Forse non troverei il tempo. Ovviamente spero di trovarlo e vorrei trovarlo ma non posso mettere in conto che forse, per i casi della vita, non lo troverei. E Bernhard? Bernhard, come dice nell’ultima frase del libro, non c’è ancora stato.

Thomas Bernhard Il nipote di Wittgenstein, un’amicizia, Adelphi

Questo libro è stato proposto da un ragazzo del Gruppo di Lettura che frequento